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Finalmente (direte voi…)

Ecco finalmente un po’ di foto, e’ la palestra dove gioco…

  1. mariella
    16 febbraio 2012 alle 17:26

    ciao Giacomo, sono anch’io in attesa di barba e baffi. Non ho tue notizie recenti, spero tutto bene, ti abbraccio, nonna Daria

    • 19 febbraio 2012 alle 04:09

      Adesso ho messo anche la foto…comunque se vuoi ci si puo’ sentire su Skype, io ci sono quasi sempre…

  2. mariella
    16 febbraio 2012 alle 15:17

    la foto, la foto, la foto !!!!!

    • 16 febbraio 2012 alle 15:56

      Va bene, appena arrivo a casa la faccio e la metto…

  3. I nonni
    16 febbraio 2012 alle 02:00

    Questo messaggio è per Cristina. Barba e baffi smisuratamente lunghi si possono vedere
    solo in diretta con la webcamera. Evidentemente Jack non vuole mettere in giro foto così originali!
    Ciao Cristina
    Piero.

    • Cristina
      16 febbraio 2012 alle 12:02

      grazie Piero, ma Giac dov’è sparito? Non scrive piu’ qui?

      • 16 febbraio 2012 alle 14:30

        No, ci sono sempre, non preoccupatevi, domani o dopo faccio un bel post di riassunto…
        p.s. se ci tenete tanto la mia foto posso anche metterla, pero’ non ci tengo molto…

      • Cristina
        16 febbraio 2012 alle 23:44

        un bel post di riassunto vuol dire pagine e pagine ok? se non vuoi mettere la foto ok pero’ allora mi telefoni con la cam. Adesso ti metto l’ultimo post della Iaia e guarda che ti ho scritto anche nella mail ma la risposta? Never got any!!!!!!
        Dal Perù, il primo report di Ilaria (PSF volunteer) :

        Sono ormai due mesi da quando Valeria ed io siamo a Huaraz. Ci siamo oramai adattate ed integrate, e quello che all’inizio percepivamo come un viaggio lontano, con tutta l’adrenalina che ne consegue, ora si
        è trasformato in un pezzo di vita vera e propria. A fianco dell’esperienza in Perù, del lavoro con i bambini, della distanza da casa, c’è anche la grande sfida di questa nostra convivenza 24 ore su 24. Orgogliose di
        riferire che i frutti del nostro impegno in questa condizione stanno iniziando a maturare in maniera più che positiva, sentiamo ora l’esigenza di esprimerci individualmente, anche sul web. Questo report quindi vuole essere il primo di una serie che ci permetta di “separarci” e di riferire liberamente i nostri due differenti punti di vista.

        Quindi mi presento: mi chiamo Ilaria, ho 26 anni e fino alla fine di maggio vivrò a Huaraz lavorando nella casa Edgardo Bianchi come volontaria. Un anno e mezzo fa mi sono laureata a Milano in psicologia
        clinica. Ho fatto il tirocinio di sei mesi, esame di stato nell’estate 2011 e poi finalmente sono stata libera di scegliere la mia direzione. E’ forse addirittura da quando sono alle medie che sento il desiderio di
        sbrigliarmi dalla classica scaletta formativa: scuola-liceo-università… un percorso prestabilito che, per quanto sia stato necessario e ricco di esperienze uniche, ho sempre avvertito come un po’ stretto perché
        imposto ed imprescindibile. E’ questo il motivo per cui una volta terminati tutti i miei “doveri”, ho sentito finalmente che era arrivato il momento in cui io potessi decidere la tappa successiva del mio percorso,
        per la prima volta nella totale libertà di scelta. Gli ingredienti che ho messo nel mio cocktail sono stati: il desiderio di viaggiare; fare l’esperienza di vivere altrove, in un posto lontano, completamente differente da
        casa mia; fare qualcosa inerente a ciò che avevo studiato; essere utile a qualcosa o a qualcuno; ascoltare il richiamo delle Ande, montagne che da sempre hanno suscitato in me il grande desiderio di conoscerle. Ho
        mischiato bene il tutto e ne è saltato fuori il progetto in Perù di psicologi senza frontiere.

        Oggi è la mattina del 15 febbraio 2012, riprendiamo con le lezioni dopo un giorno festivo, ieri era infatti “el dia de la amistad y del amor”. Da un anno San Valentino in Perù è considerato giorno di festa nazionale:
        strade brulicanti di persone, locali pieni, balli e musica sono andati avanti tutta la notte. Ma ora che ci penso non solo ieri è stato un giorno di festa. Nelle giornate precedenti infatti, nei punti principali della
        città, era possibile incontrare parate di ballerini travestiti, seguiti dai musicisti che dettavano lo scalmanato ritmo, maschere, colori, canti.

        Credo che questo fosse qualcosa in preparazione al carnevale. Nella strada
        parallela poi trovavi un’altra manifestazione colorata, per esempio quella organizzata dalla gente di Puno stabilitasi a Huaraz. E nelIa piazzetta adiacente, magari qualche gruppo di ragazzi che ballava la breack
        dance per terra. Soprattutto però aspettiamo tutti con trepidazione martedì prossimo, il famoso “marte de guerra”, il gran giorno di carnevale in cui la città, a quel che dicono, si trasformerà in un campo di
        battaglia tra uomini e donne che si sfideranno a suon di gavettoni, secchiate, pistole ad acqua, insomma qui il carnevale significa infradiciarsi a vicenda, e se qualcuno si lamenta la risposta è “la culpa no es mia,
        es del carnival”. Si può dire quindi che per questo popolo ogni occasione è buona per far festa, ama la musica, ama i colori ed i balli. L’atmosfera è sempre così vivace, movimentata, anche caotica, riflesso
        perfetto di quello che è il tempo climatico: sole luminoso e scottante, alternato da pioggia battente che poi al tramonto, si colora di rossi, gialli e rosa che fanno spazio di nuovo all’aria limpida. Su e giù, su e giù, non
        vi è monotonia qui a Huaraz.

        Ed io pure, mi rendo conto di essere ormai allineata con questo frizzante ritmo peruviano. Sono stati due mesi frastagliati, ricchi di tutte le emozioni possibili immaginabili: dall’adrenalina del tuffo iniziale fatto di
        quei primi giorni che ci hanno fatto prendere coscienza della bicicletta che avevamo voluto a tutti i costi, alle necessarie pedalate che da subito abbiamo dovuto intraprendere. Abbiamo cioè dovuto fare in fretta
        ad adattarci, ad integrarci, a comprendere questa realtà che per i primi periodi era fatta soprattutto di appariscenti differenze rispetto a ciò a cui eravamo abituate. Fino ad arrivare anche ad emozioni un po’

        nostalgiche, quando manca un po’ casa. Da un certo punto di vista però, anche questo un guadagno: occhi nuovi per la vita vecchia. Sono arrivate presto le prime gratificazioni fatte soprattutto dalle relazioni con le
        persone che stavamo conoscendo: con i bambini soprattutto è stato veloce costruire dei legami affettivi.
        Partendo da piccoli sguardi, piccoli scherzi, piccoli giochi siamo ora arrivate ad una confidenza davvero preziosa, che ci permette di far circolare affetto e di sentirci quindi utili.

        Questa esperienza si sta sempre di più dipingendo come un’onda, su e giù, su e giù, in cui non v’è tempo di annoiarsi ne di fermarsi troppo in una emozione perché ne arriva subito un’altra. Anche il periodo delle vacaciones utiles sta per concludersi, per lasciare spazio a qualcos’altro. Il 27 febbraio i bambini ricominceranno la scuola, le attività della casa cambieranno e la casa stessa verrà riorganizzata, anche da
        un punto di vista estetico. Valeria ed io ci concederemo due settimane di viaggio per il nord del Perù, fino in Equador. In questo tempo i nostri colleghi restaureranno la casa, la riordineranno e la ridipingeranno,
        affinché si possa iniziare un nuovo anno scolastico all’insegna dell’accoglienza e della cura in un clima di crescita e rinnovamento.

        Finiscono cose, ne iniziano altre, su e giù, come le Ande che ci circondano. In tutto questo movimento però cerco sempre di ritagliarmi quello spazio che mi rende consapevole che sono giornate ed esperienze
        incredibili, che passeranno veloci, e che un giorno tornata in Italia mi mancheranno moltissimo. Ecco perché in realtà l’impegno maggiore che sto cercando di portare avanti è quello di vivermi ogni istante in
        tutta la sua intensità, senza farmi scappare neanche un minuto di questa avventura che sta volando via quasi troppo velocemente.

      • 19 febbraio 2012 alle 04:08

        Be’ magari non pagine e pagine, pero’ e’ piu’ lungo del solito….

  4. Cristina
    12 febbraio 2012 alle 01:08

    Lunga barba e baffi???????? ma dov’è la foto, la voglio vedere!!!

  5. I nonni
    9 febbraio 2012 alle 20:11

    Forse non ricordi ; le marmotte le abbiamo viste sulle Dolomiti mentre ci arrampicavamo per vedere da vicino le stelle alpine. Erano piuttosto lontane, erano due, dritte davanti alla tana. All’improvviso si sentirono due fischi e un attimo dopo erano sparite.
    Il nonno mi ha riferito della tua lunga barba e dei baffi. Non sono in vendita i rasoi? E’ arrivata finalmente la neve e anche questo paesino mostra un aspetto abbastanza gradevole. Ciao. I nonni.

  6. Cristina
    7 febbraio 2012 alle 15:48

    urca, 3 foto, a m a z i n g !!!!! ma sono solo della palestra, ci sarà anche qualcosa di piu’ bello, per esempio amici, paesaggi che hai visto, autoritratti ecc. smack

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